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La scuola dei nonni

Presentazione

 

Siamo gli alunni della classe 3^ del plesso di Santa Maria e vogliamo farvi conoscere il risultato di un lavoro di ricerca che abbiamo svolto per scoprire com’era la scuola al tempo dei nostri nonni.

Per realizzare questa attività abbiamo preparato un questionario, abbiamo esaminato documenti come le pagelle e i registri, abbiamo invitato i nonni in classe per raccogliere le  testimonianze sul loro passato di scolari. Purtroppo non siamo riusciti a recuperare foto di quel periodo e reperti che completassero il nostro lavoro, ma comunque il materiale raccolto ci ha dato tante informazioni utili e interessanti.

Per iniziare l’attività di ricerca abbiamo preparato un questionario con diverse domande che riguardavano diversi aspetti della scuola: il caseggiato, gli arredi, le classi, le materie, gli apprendimenti, gli strumenti, l’orario, la frequenza, il personale scolastico.

QUESTIONARIO

Anno di nascita                                                    sesso      M     F

1)  Hai frequentato la scuola elementare?

2) Se sì, per quanti anni?

3) A quanti anni hai frequentato la classe 1^?

4) Quante erano le ore di lezione giornaliere?

5) Quanti giorni alla settimana?

6) L’orario scolastico era antimeridiano e/o pomeridiano?

7) Nella tua scuola funzionava il servizio mensa?

8) Le classi erano:  Maschili/ Femminili / Miste

9) Da quanti alunni era composta la tua classe?

10) Dove si trovava l’edificio scolastico?

11)Come veniva riscaldata,d’inverno,la tua scuola?

12) Quali erano gli arredi presenti nell’aula?

13) Quali strumenti usavate?

14) Quanti insegnanti lavoravano nella tua classe?

15) Quanti bidelli c’erano nella tua scuola?

16) Quali materie studiavi?

17) Gli alunni portavano il grembiule?

18) Che cosa hai imparato in prima elementare?

19) A quei tempi si facevano le gite scolastiche?

20) Prima della scuola elementare hai frequentato l’asilo?

21) Ti piaceva andare a scuola? Perché?

 

In classe abbiamo messo assieme le risposte date dai nonni alle domande del questionario.

 

Le persone che hanno risposto al questionario sono 32 (12 maschi e 20 femmine), la maggior parte di esse ha un’età compresa tra 60 e 70 anni.

Tutti i nonni intervistati hanno frequentato la scuola elementare, gran parte ha frequentato per cinque anni e ha iniziato la scuola elementare all’età di sei anni.

Al tempo dei nonni si andava a scuola per sei giorni la settimana, in orario antimeridiano o pomeridiano per cinque ore al giorno.

Le classi erano solitamente maschili o femminili, ma esistevano anche classi miste. Le classi erano composte da un numero elevato di alunni.

Esisteva un solo caseggiato scolastico, quello di Santa Maria, poiché l’attuale caseggiato di Predu Murta verrà ultimato ai primi degli anni ’60.

Nelle aule, quando c’era, il riscaldamento era prodotto da stufe a legna.

Gli arredi erano costituiti da una lavagna, una cattedra posta su una predella, banchi di legno a due posti e un armadio.

In tutta la scuola c’era un unico bidello.

In ogni classe operava un solo insegnante che curava  tutte le materie scolastiche: italiano, aritmetica, storia, geografia, scienze e religione.

Anche allora gli alunni portavano il grembiule.

In prima elementare gli scolari imparavano a fare aste e pallini, a scrivere, leggere e calcolare.

A quei tempi non si facevano le gite scolastiche, ma qualche insegnante portava la scolaresca a fare passeggiate in campagna.

La maggior parte dei nonni ha frequentato, prima dell’ingresso alla scuola elementare, l’asilo parrocchiale.

In generale i nonni erano contenti di andare a scuola perché stavano insieme ad altri bambini e avevano voglia di apprendere.

 

Analisi delle fonti: la pagella scolastica

La  nonna  di Augusto ci ha gentilmente fatto avere le sue pagelle scolastiche. Abbiamo esaminato quella relativa all’anno scolastico 1951/52 quando lei frequentava la classe 3^.

Da questo documento abbiamo ricavato diverse informazioni relative alle materie di insegnamento e alla valutazione.

In quel periodo le materie di insegnamento erano: religione, educazione morale civile e fisica, lavoro, lingua italiana, storia e geografia, aritmetica e geometria, scienze e igiene, disegno e bella scrittura, canto.

La  valutazione era trimestrale e i voti erano espressi in decimi

In classe terza si sosteneva l’esame per poter frequentare la classe successiva.

 

 

 

Analisi delle fonti: i registri scolastici

La maggior parte dei nostri nonni hanno un’età compresa tra i 60 e 70 anni perciò abbiamo scelto di consultare i registri scolastici dell’anno 1951-52 di tutte le classi, ad eccezione delle quinte in quanto non erano disponibili.

–        Nell’anno scolastico 1951-52 le classi dalla 1^ alla 4^ erano in tutto 20: 7 maschili, 7 femminili, 6 miste; 6 classi prime, 5 classi seconde, 5 classi terze e 4 classi quarte.

–        Gli alunni iscritti erano in totale 668, ma di questi frequentavano in 553 e alla fine dell’anno verranno promossi 408 scolari.

Numero delle classi

  Maschile Femminile Mista Totale classi
Classe 1^ 2 2 2 6
Classe 2^ 2 2 1 5
Classe 3^ 2 2 1 5
Classe 4^ 1 1 2 4
Totale classi 7 7 6 20

 

 

 

 

 

 

Numero degli alunni

 

Alunni iscritti

Alunni frequentanti

Alunni promossi

Classe 1^

183

156

109

Classe 2^

152

142

95

Classe 3^

188

143

112

Classe 4^

145

112

92

Totale classi

668

553

408

 

 

 

 

 

–        In una stessa classe potevano esserci alunni di età diverse perché a quei tempi molti bambini venivano respinti e anche perché la frequenza non era sempre regolare.

–        L’anno scolastico iniziava nel mese di ottobre e finiva a giugno.

–        Gli alunni bisognosi e assistiti dal Patronato Scolastico che frequentavano nel turno antimeridiano usufruivano della refezione.

–        Nel mese di novembre si celebrava la Festa degli alberi alla quale, oltre le scolaresche, partecipavano le autorità civili e religiose del paese.

 

Nei registri scolastici c’era uno spazio chiamato Cronache di vita della scuola, dove gli insegnanti scrivevano  i fatti più importanti e facevano le osservazioni personali.

La lettura di queste Cronache è stata molto interessante perché ci ha permesso di conoscere alcuni aspetti della vita scolastica, ma anche delle condizioni di vita degli alunni e delle loro famiglie.

 

Cronache di vita della scuola

 

Ottobre – Classe 1^ maschile

 

Mi è stata affidata una prima mista di ripetenti con 58 obbligati e 50 iscritti. Molti degli alunni mi fanno veramente pena, sono smunti e mal vestiti, poveri piccoli! Hanno nella loro persona il segno evidente della miseria e della trascuratezza.

La classe era molto numerosa, formata da ripetenti. C’era molta povertà.

 

Ottobre – classe 2^ mista

Inizio delle lezioni. Mi è stata affidata una seconda mista di alunni tracomatosi.

Dei 57 obbligati solo 35 alunni si sono inscritti e frequentano. Parecchi alunni sono ripetenti e provengono dalle varie seconde, quest’ultimi, ragazzi sui dodici e tredici anni sono i veterani della scuola.

Questa classe era formata da bambini malati di tracoma, una malattia contagiosa degli occhi, anch’essa era molto numerosa e composta da alunni ripetenti.

 

Ottobre – classe 1^ maschile

Un’immensa tragedia ha colpito le nostre contrade, le case, tutto e non si può misurare la rovina materiale, la rovina morale che ha seminato nelle famiglie. L’alluvione di questi giorni ha qualcosa di spaventoso. Abbiamo il cuore serrato come in una morsa.

Nell’ottobre del 1951 Oliena fu colpita da una terribile alluvione che portò tanta distruzione nel paese e nelle campagne.

 

Ottobre – classe 3^ femminile

Col 16 ottobre si sono iniziate le lezioni, ed a me è stata assegnata la terza femminile composta da elementi nella maggioranza proveniente dalla seconda.

Insisto continuamente perché tutte le alunne acquistino i libri, ma ogni mia insistenza torna vana.(…) molte mamme si lamentano e si scusano dicendo che ai loro figli manca il necessario per vivere, che l’alluvione li ha completamente rovinati distruggendo orti e vigne che erano tutte fonti di benessere.

Non tutti gli alunni potevano permettersi di acquistare i libri di testo perché le famiglie erano molto povere.

 

Novembre – classe 1^ maschile

Stamane vi è stata l’inaugurazione dell’anno scolastico. Alle nove con le scolaresche inquadrate ci siamo recati in chiesa ove abbiamo assistito alla Messa, durante la quale molti alunni hanno fatto la Comunione e il Parroco ha pronunciato brevi ed elevate parole.

Ogni anno si teneva l’inaugurazione dell’anno scolastico e le classi si recavano in chiesa per partecipare alla messa.

 

Novembre – classe 4^ maschile

Con la partecipazione di una parte del popolo, di alcune autorità del Comune, dei militi forestali, del Corpo insegnante e delle scuole, il parroco ha impartito la benedizione alle piantine che sono state trapiantate in occasione della “festa degli alberi”. Alla cerimonia prese viva parte la scuola e gli alunni che alla fine, cantarono poesie preparate per tale occasione.

Anche la Festa degli alberi era una consuetudine che si rinnovava nel mese di novembre e coinvolgeva tutta la scuola.

 

Gennaio– classe 4^ maschile

Il freddo si fa sentire, i bambini tremano perche non tutti hanno il corpo difeso dalle intemperie invernali. Tento di farli muovere con esercizi ginnici in modo che possano prestarmi più attenzione durante la lezione.

In  inverno i bambini soffrivano il freddo: erano poco vestiti e a scuola mancava il riscaldamento.

 

Febbraio – classe 2^ maschile

Finalmente un po’ di luce in tanto buio: e questa volta è una luce che scalda il cuore e lo.. stomaco: la refezione scolastica. Dei miei alunni sono in undici a beneficiare del benedetto piatto caldo per pochi giorni, però, perché stiamo per cambiare turno, e cedere quindi questo beneficio ai bambini che vengono di mattina. Peccato proprio non poter avere tutti i giorni un piatto di minestra calda e un pezzo di pane!

Funzionava la refezione scolastica, ma solo per i bambini ritenuti più bisognosi e solo per le classi del turno antimeridiano.

 

Marzo – Classe 3^ femminile

Oggi riunite le alunne in fila andammo a fare una passeggiata e allo stesso tempo un po’ di lezione all’aperto. Giunte in un prato tappezzato di verde lasciai le alunne in libertà osservandole da lontano.(…) siamo poi andate in un orto a vedere le arnie razionali. L’apicultore si è gentilmente prestato a mostrare le arnie e a spiegare alle alunne quale lavoro fanno le api. L’argomento ha divertito assai le bambine.

A quei tempi non si facevano viaggi d’istruzione, qualche insegnante, quando il tempo lo permetteva, portava la propria classe a fare delle passeggiate nelle campagne vicine al paese.

 

Giugno – classe 2^ maschile

Si chiudono le scuole con un po’ di commozione e di malinconia. Gli esiti fanno felici i bambini promossi, e fanno spuntare qualche lacrima ai rimandati.

Alunni scrutinati 28

Promossi 18

Rimandati 10

Ho cercato di promuovere solo i meritevoli, perché la terza è una classe base, che li prepara a superare con facilità le altre due classi del corso superiore.

Alla fine dell’anno scolastico molti bambini venivano respinti.

 

 Le testimonianze

Per completare il nostro percorso di ricerca abbiamo invitato i nostri nonni a scuola perché ci raccontassero la loro esperienza di scolari, abbiamo fatto  tante domande e loro sono stati molto disponibili.

 

 

NONNO FRANCESCAA.F. anni 67, nonno di Francesca

 

Ho frequentato la prima elementare nel caseggiato di Santa Maria, andai a scuola con tre anni di ritardo per problemi di salute. Mi piaceva andare a scuola nonostante dovessi fare ogni giorno otto chilometri all’andata e altrettanti al ritorno perché lavoravo in campagna dando una mano ai miei zii.

Ho sempre avuto, per cinque anni, lo stesso insegnante che era molto bravo.

Il caseggiato scolastico è rimasto uguale nella struttura, c’era il refettorio (dove ora c’è la palestra) che utilizzavamo anche per fare ginnastica.

Dietro la scuola il bidello coltivava l’orto.

Nella mia classe c’era una stufa e ogni bambino doveva portare un pezzo di legna per alimentarla.

Indossavamo un grembiule blu e portavamo il materiale scolastico sottobraccio, solo pochi avevano la cartella.

A quei tempi i bambini, quando non studiavano o non si comportavano bene a scuola, venivano puniti con la bacchetta che tra l’altro veniva  procurata da noi alunni ; i bambini che portavano la bacchetta ricevevano il primo colpo nel momento stesso in cui la consegnavano al maestro.

Mi ricordo che una volta un mio compagno fu punito con la bacchetta e scappò dalla finestra dell’aula che si trovava al primo piano. L’indomani, dopo che la mamma lo accompagnò a scuola, ricevette una buona dose di colpi sia dalla madre che dal maestro.

 

M.B.   anni 86, nonno di Virginia

 

Sono andato a scuola per la prima volta nel 1932, all’età di sei anni. I primi anni della scuola elementare le lezioni si tenevano in case private e solo nel 1935 frequentai nell’attuale caseggiato di Santa Maria.

Non mi piaceva andare a scuola perché i maestri usavano metodi di correzione molto duri. A scuola non potevamo esprimerci in sardo.

Eravamo nel periodo fascista e  le lezioni erano finalizzate ad imparare canti che esaltavano quel periodo, studiare gli avvenimenti che riguardavano le guerre coloniali  e comportarci da piccoli “Balilla”.

Gli insegnanti che ho avuto erano dei professori che, essendosi rifiutati di prendere la tessera del Fascio, furono retrocessi al ruolo di “maestri”.

A quei tempi non indossavamo grembiuli.

Prima di andare a scuola ci riempivamo le tasche con fichi secchi, mandorle e noci e durante la lezione venivamo ripresi duramente dal maestro perché ci sentiva masticare rumorosamente.

 

NONNI TERZA B2A.P. – anni 67 nonno di Martina

Sono andato a scuola all’età di sei anni e ho frequentato regolarmente fino alla quinta elementare.

La mia era una classe maschile molto numerosa.

Il primo anno,  per un certo periodo, ci siamo limitati a fare aste perché non eravamo abituati a tenere in mano la matita.

Non c’era riscaldamento, ricordo  che c’era solamente un braciere nell’aula e nelle giornate invernali pativamo il freddo perché eravamo poco vestiti.

Qualche volta, nelle belle giornate primaverili, la nostra maestra ci portava a fare una passeggiata nelle campagne vicine al paese.

Indossavamo un grembiule nero, con il colletto bianco e un fiocco blu.

Ogni anno tutta la scuola partecipava alla “Festa degli alberi”, ci si recava nel luogo stabilito per la messa a dimora di alcune piante e si assisteva a una cerimonia cui partecipava anche il Parroco.

La disciplina che gli insegnanti impartivano era di tipo militare e gli alunni non dovevano contravvenire alle regole, altrimenti venivano adottate misure di correzione molto severe.

NONNI TERZAB

 Considerazioni finali

–      Ho capito che per conoscere il passato dobbiamo ricercare le tracce. (MANUELA)

–      Ho imparato  a fare le interviste. (LUDOVICO)

–      Nel tempo ci sono state tante trasformazioni. (ELENA)

–      Ho scoperto che i nonni usavano il pennino e il calamaio e non le tavolette di cera. (GIOVANNI)

–      Non pensavo che a quei tempi i bambini fossero così poveri da non poter acquistare il materiale scolastico. (MARILENA)

–      Mi ha colpito il fatto che c’erano classi con bambini malati di tracoma. (GIUSEPPE)

–      Io pensavo che i nonni anche  a scuola parlassero in sardo. (MANUELA)

–      Mi ha sorpreso scoprire che in una stessa classe ci fossero bambini di età diverse. (ELENA)

–      Non sapevo che i maestri erano così severi e non immaginavo che i nonni avessero conosciuto il periodo della guerra. (AUGUSTO)

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