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Oliena 18-19 novembre 2013

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  LA MALEDIZIONE DI CLEOPATRA

Senza pietà, il 19 Novembre 2013, si è abbattuta sulla nostra terra la maledizione di Cleopatra : un diluvio, l’immensa forza dell’acqua spietata che ci ha travolto e devastato. Lunedì mattina noi eravamo in classe, l’aria era cupa, il cielo era livido e greve, l’aula rimbombava. Ogni tanto un guizzo di luce, seguito da terribili scoppi, ci riempiva di paura, ma ci sentivamo al sicuro. Nel pomeriggio il finimondo e il terrore: case allagate, strade e ponti crollati, campi inondati sotto la furia della pioggia; i fiumi, scappati dal loro letto, portavano devastazione e morte in tutta la Sardegna, tra acqua e fango sono morte diciotto persone. Erano bimbi, giovani, anziani strappati alle persone care, alle gioie della vita, vittime di una tragedia che in molti dicono “si poteva evitare”. Il ciclone Cleopatra aveva travolto e stravolto la nostra terra. Ora ci chiediamo: perché la natura è stata così crudele? Sappiamo che il ciclone non è il solo responsabile, ci hanno spiegato che le costruzioni allagate erano state edificate in luoghi non sicuri; che i letti dei fiumi erano stati deviati e mai nessuno si era preoccupato di ripulire rive ed argini; che i ponti e le dighe non erano state costruite a norma. Gli uomini non rispettano il territorio e la natura e allora si scopre che la colpa non è di Cleopatra, anzi non è solo di Cleopatra. La maledizione è tutta miseramente umana.

CLASSE V B SCUOLA PRIMARIA PREDU MURTA OLIENA

 

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Non solo Cleopatra (link a sito esterno)

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SIAMO SARDI (Grazia Deledda)

 

Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi. Siamo le ginestre d’oro giallo che spiovono sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese. Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto. Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina, del vento, dell’immensità del mare. Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di piante fosche, di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta. Noi siamo sardi.” Grazia Deledda barra_curve_rosse

ALLUVIONESIAMO SARDI ( La tragedia)

Siamo feriti, toccati, sopraffatti, colpiti, provati, privati, travolti, strappati. Siamo fango di rame bruno che copre grigi paesaggi Come il buio di profonde miniere. Siamo ponti crollati, il fragore intenso e cupo, il cielo spento, il livido degli argini ceduti. Siamo il regno incontrastato di bellicose acque che nereggiano tra le vie di città, delle case inghiottite, dei corpi travolti e sepolti. Siamo una terra di silenzioso frastuono, di forza testarda e incrollabile, di salde radici, di fratelli uniti nel dolore e nella speranza. Siamo sardi. 5° A Scuola primaria Predu Murta barra_curve_rosse

SIAMO SARDI ( La reazione)

Siamo galluresi, baroniesi, ogliastrini, oristanesi, nuoresi, barbaricini. Siamo cuori d’oro puro che rimbalzano sui fiumi di fango come leggeri palloncini colorati. Siamo l’unione primitiva, la forza tenace e straripante, più dell’oscurità del cielo, più del nero delle nubi. Siamo il regno dell’infinita sopravvivenza, della resistenza che roccia gli animi, dell’ansante lavoro, dell’affannoso fare, dell’immensa solidarietà. Siamo un’antica terra di giovani speranze, di doni preziosi e sognati, di fieri sguardi, di teneri pensieri scottati dal dolore. Siamo sardi, siamo popolo. 5° B Scuola Primaria Predu Murta

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